Extralberghiero: chi riapre e chi no dal 18 maggio

Il 18 maggio è la data in cui il comparto extralberghiero può ripartire dopo un lockdown durato due mesi per contrastare l’epidemia covid-19 in Italia. La ripartenza non vale però per tutti: da una parte il DPCM del 17 maggio toglie le restrizioni precedenti e consente tutte le attività per le quali sono state stilate delle linee guida di comportamento. E tra queste c’è l’extralberghiero dato che ci sono delle indicazioni precise che valgono per tutte la strutture ricettive, alberghiere e complementari. D’altro canto lo stesso DPCM dà facoltà alle Regioni di legiferare diversamente in senso più stringente: alcune lo hanno fatto, inserendo tra i divieti o le ritardate partenze proprio il comparto extralberghiero. Andiamo quindi a vedere Regione per Regione cosa è successo e chi può ricominciare la propria attività.

Valle d’Aosta: l’extralberghiero resta chiuso: la Regione ha esaminato e approvato solo due protocolli e gli altri saranno gestiti successivamente,

Piemonte: l’ordinanza spiega chiaramente che dal 18 maggio possono aprire tutte le strutture ricettive ancora chiuse, incluse quindi le extralberghiere

Lombardia: dal 18 maggio può ripartire tutto il settore extralberghiero, come specificato nell’ordinanza

Veneto: consentita con ordinanza dal 18 maggio l’apertura di tutte le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere

Provincia di Trento: dal 18 maggio la provincia autonoma fa ripartire, l’extralberghiero con i codici ateco 55.20.51 (affittcamere, case vacanze, b&b, residence) e 55.20.52 (agriturismi). Esclusi campeggi e rifugi di montagna.

Provincia di Bolzano: aveva già anticipato l’apertura delle attività l’8 maggio scorso. L’extralberghiero prosegue.

Friuli-Venezia-Giulia: dal 18 maggio ripartono tutte le attività ricettive, alberghiere ed extra, come da ordinanza

Liguria: consentita la riapertura di tutte le strutture ricettive, incluso l’extralberghiero, come da ordinanza

Emilia-Romagna: l’ordinanza riporta che l’extralberghiero riparte dal 25 maggio con regole regionali ma che può già ricominciare dal 18 seguendo le direttive nazionali

Toscana: ripartono dal 18 maggio gran parte delle attività pruduttive, incluso l’extralberghiero, come da ordinanza

Umbria: l’extralberghiero resta chiuso. L’ordinanza della Regione individua specifici codici Ateco che riapriranno e aggiunge che quelli non compresi possono fare operazioni propedeutiche all’apertura ma saranno oggetto di ordinanza successiva.

Marche: riprendono tutte le attività extralberghiere, elencate in dettaglio nell’ordinanza regionale

Lazio: dopo un’ordinanza regionale ambigua è arrivato un chiarimento nel BUR del Lazio del 19 maggio: tutte le attività extralberghiere aperte da questa data.

Abruzzo: un’ordinanza molto chiara spiega che ripartono solo alberghiero, strutture ricettive all’aria aperta e agriturismi. Le altre attività extralberghiere possono ospitare solo personale connesso all’emergenza e coloro che si spostano per lavoro, necessità o salute. L’apertura completa è rimandata a una data successiva non definita.

Molise: dal 18 maggio riapre tutto l’extralberghiero, come da ordinanza

Campania: secondo l’ordinanza restano chiuse insieme alle attività balneari ma con possibilità di apertura dal 25 maggio in base alle disposizioni dell’Unità di crisi regionale

Puglia: l’ordinanza appare ambigua e va verificata: da una parte spiega che si autorizzano solo le attività ricettive alberghiere e quelle all’aria aperta, da cui desumiamo che l’extralberghiero resta chiuso. Nell’allegato però si specifica che le regole di riapertura sono valide anche per strutture ricettive complementari e agriturismi e questo rende la comunicazione di difficile interpretazione.

Basilicata: le strutture ricettive extralberghiere riaprono dal 25 maggio secondo l’ordinanza regionale

Calabria: consentite dal 18 maggio con ordinanza regionale

Sicilia: consentite dal 18 maggio con ordinanza regionale

Sardegna: in gran parte chiuse senza data di riapertura: secondo l’ordinanza di Solinas possono aprire dal 18 maggio solo Strutture ricettive alberghiere, strutture ricettive all’aria aperta e alloggi in agriturismo: le altre sono quindi da intendersi chiuse altrimenti non avrebbe senso citarne solo una parte.

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