Affitti brevi verso codice identificativo nazionale e iscrizione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate

Previste multe dai 500 ai 5000 euro per i titolari di strutture extra alberghiere che non si adegueranno alle nuove norme contenute nel Decreto Crescita in discussione alla Camera e che diventeranno probabilmente esecutive prima dell’estate. Gli emendamenti presentati prevedono un Codice identificativo unico nazionale per chi pubblica annunci di affitti brevi e l’iscrizione in una speciale banca dati che sarà istituita presso l’Agenzia delle Entrate. Una manovra che il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio aveva annunciato all’ITB di Berlino (qui il video con la mia intervista) e che in tempi molto brevi sta diventando realtà.

“Finalmente, grazie al nostro lavoro, anche l’Italia si dota di un fondamentale strumento che consentirà di migliorare l’offerta turistica. Il codice identificativo e l’iscrizione a una banca dati presso l’Agenzia delle Entrate per gli affitti brevi, e le locazioni presso strutture ricettive, consentirà di evitare eventuali evasioni fiscali o elusioni. Con l’impegno di tutti abbiamo raggiunto un risultato importante”. ha commentato il Ministro,

La misura è stata introdotta nel decreto crescita, attraverso gli emendamenti dei relatori Giulio Centemero (Lega) e Raphael Raduzzi (M5S) con la quale coloro che metteranno in locazione la propria abitazione dovranno dotarsi di un codice alfanumerico con cui saranno registrati all’Agenzia delle Entrate e “identificati” sulle piattaforme di intermediazione. Una novità che secondo il legislatore risponde alle resistenze dei colossi del settore, contrari all’idea che dovessero essere loro a farsi carico di questa processo di tracciamento.

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